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Come le tasse incidono sulle plusvalenze

Come le tasse incidono sulle plusvalenze

Una delle cose da valutare quando si sottoscrive un investimento è la tassazione che verrà applicata a tale rendimento in modo da riuscire a stimare quanto realmente si è guadagnato dagli strumenti scelti.

 

I prelievi sui guadagni

Sostanzialmente il fisco divide le imposte sui guadagni in due categorie:

  • redditi di capitale, che sono redditi “certi” cioè che non dipendono dalle variazioni di valore dello strumento (azione, obbligazione, ecc.). Appartengono a questa categoria i dividendi, le cedole obbligazionarie, le cedole dei Buoni del Tesoro Poliennali, gli interessi su un conto corrente bancario postale;
  • redditi diversi, che sono invece “incerti” perché legati alle variazioni di valore dello strumento. Un’azione acquistata a 100 e rivenduta a 150 produrrà un “reddito diverso” pari a 50. Tali redditi sono perciò collegati alle plusvalenze o alle minusvalenze di uno strumento.

L’importanza di questa distinzione è data dal fatto che il fisco consente di compensare tra guadagni e perdite, ma solo all’interno della stessa categoria di redditi (redditi diversi con altri redditi diversi; redditi da capitale con redditi da capitale). Quindi se l’azione acquistata a 100 verrà ceduta a 90, ma nel frattempo avrà consentito di incassare un dividendo di 10, sul dividendo si pagano le imposte; mentre sulla perdita di valore (minusvalenza) si acquisisce un credito di imposta che potrà essere compensato (cioè utilizzato) per ridurre future imposte, ma sempre da redditi diversi.

 

A quanto ammontano le imposte?

A partire dal 1 luglio 2014, l’aliquota di riferimento è il 26%; quindi nel caso dell’azione precedentemente citata, la plusvalenza pari a 10 pagherà il 26% di imposte.

Fanno eccezione a questa aliquota i titoli di Stato in “white list” cioè Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni, i buoni fruttiferi postali, e i titoli emessi da enti nazionali o di organismi sovranazionali che hanno un’aliquota più bassa, al 12,5%.

 

 

Strumenti finanziariStrumentiAliquota
Depositi bancariDepositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito e buoni fruttiferi, conti di deposito26%
Depositi postaliConti correnti, libretti di risparmio, ordinari e vincolati26%
Buoni postali fruttiferi12,5%
Titoli di Stato ed equiparatiBOT, BTP, BTP Italia, BTP€i, CCTeu, CTZ, BOC- BOP – BOR – BOCM, Obbligazioni equiparate UE SEE- White List12,5%
Obbligazioni e titoli similariObbligazioni di banche e Spa con azioni quotate, obbligazioni corporate quotate, obbligazioni di società non quotate26%
Obbligazioni di società di progetto12,5%
Titoli di risparmio per l’economia mondiale5%
Pronti contro termine e riporti su titoli e valutePronti contro termine e riporti26%
Gestioni individuali e patrimonialiGestioni individuali di patrimoni mobiliari, anche se effettuate attraverso quote di fondi comuni d’investimento o Sicav26%
OICR istituiti in Italia diversi agli immobiliariQuote e azioni di OICR26%
Quote di FVR (Fondi per il Venture CapitalNessuna imposizione se il FVC rispetta le regole richieste

 

Un esempio: Calcolo della tassazione di un fondo d’investimento in presenza di titoli di Stato:

Vendiamo 100 quote di un fondo, di cui la quota di titoli di Stato è pari al 25%

Le quote sono state acquistate a 10 euro, per un totale di (10 x 100) = €1.000

Il valore di ciascuna quota in uscita è pari ad €15,00, per cui si di ottiene un reddito € (15,00 – 10,00) x 100 = €500

Per calcolo del reddito ai fini fiscali:

Reddito imponibile dei titoli di Stato: €500 x 25% x 48,08% = €60,10

Reddito imponibile degli altri titoli: €500 x 75% = €350

Totale reddito imponibile: € (60,10 + 375) = 435,10

Ritenuta fiscale: Totale reddito imponibile x 26% = €435,10 x 26% = € 113,13

(nb: 48,08% è la percentuale per la quale i titoli concorrono al reddito imponibili nel caso di fondi e gestioni patrimoniali individuali)

 

Altre imposte

Anche il possesso di un conto corrente e quello di un conto deposito, o di un dossier titoli sono soggetti alle imposte pari a: 

  • 34,20 euro di imposta di bollo o imposta sulle comunicazioni finanziarie  per le persone fisiche (salvo giacenze medie di tutti i rapporti di credito con la stessa banca) superiori a 5.000 euro, e 100 euro per le persone giuridiche.
  • 2 per mille della somma investita per il conto deposito e per il dossier titoli. Queste imposte sono dovute a prescindere da guadagni o perdite registrate dagli investimenti.

Le imposte di bollo, così come quelle dovute per i guadagni degli investimenti, sono calcolate e pagate direttamente dagli intermediari (banca, Sim, Poste) per tutti coloro che effettuano investimenti tramite loro.

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