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The Nudge

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``Nudge for good``

“Nudge for good” ossia “spingere verso il buono” è stato il mantra della giornata del 12 giugno organizzata da Professione Finanza al Teatro Dal Verme a Milano; durante la quale, il premio Nobel per l’economia Richard Thaler ha ripercorso davanti ad una platea di circa 1300 persone, la maggior parte delle quali consulenti finanziari, i fondamenti della sua teoria più conosciuta: ossia il concetto di “The nudge”.

 

Letteralmente The nudge viene tradotto come “il pungolo” o “la spinta gentile” un concetto che appare già dalle prime battute in bilico tra l’etico e il manipolatorio, perché indica un’azione discreta mediante la quale ottenere un comportamento desiderabile per la società: concetto ineccepibile nella sostanza, ma sicuramente delicato da spiegare nella pratica.

 

Richard Thaler e la Finanza comportamentale

Thaler è un economista e accademico statunitense che ha passato tutta la vita a studiare il comportamento umano nel prendere scelte economiche, arrivando alla conclusione che gli individui sono prevedibili, inclini a commettere errori e costantemente vittime di influenze esterne o distorsioni proprie.

 

La finanza comportamentale ha più padri, gli stessi scritti di Thaler traggono ispirazione anche dal lavoro di altri studiosi della materia e in particolare dalla teoria di Kahneman e Tvesky dei due sistemi (contenuta nel libro “Pensieri lenti, pensieri veloci” edito Mondadori), secondo cui esiste un cervello istintivo e un altro più riflessivo e non sempre quello adeguato alle circostanze viene usato per prendere decisioni.

In ciò Thaler si è inserito rimarcando l’impossibilità di non condizionare le scelte altrui, per cui tanto vale semplificarle e spingerle verso quelle più virtuose per la collettività. E lo spiega attraverso un linguaggio leggero e divertente; per esempio nel suo libro per illustrare questo concetto ricorre, tra gli altri, cita il caso dell’aeroporto di Schipol ad Amsterdam, dove inserendo l’immagine di una finta mosca negli orinatoi si è potuto migliorare la “precisione” dell’ utenza e conseguentemente ridurre le spese di pulizia dei bagni degli uomini.

 

Un esempio più serio (e serioso): la donazione degli organi

In alcuni Paesi, tra cui il nostro, per donare gli organi bisogna esprimere un consenso attivo ed esplicito, in mancanza del quale non è possibile espiantare i suoi organi post-mortem. In altri, come la vicina Austria, la regola è che tutti i cittadini sono fin dalla nascita donatori di organi e al contrario devono esprimere esplicitamente il loro dissenso per diventare non donatori.

 

In nessuno dei due casi appena descritti vi sono obblighi o divieti, ma anche solo l’aver posto la questione in un termine o nell’altro fa sì che l’Italia sia un paese con un tasso di donatori di organi molto inferiore rispetto all’Austria, paese in cui il cittadino è rimasto libero di scegliere, ma è stato “spinto” verso una scelta da cui l’intera comunità può trarre beneficio

 

Quando servono le spinte gentili?

Le persone sanno compiere imprese eroiche ma anche commettere enormi errori, fosse anche solo per inerzia; e anche quando si parla di semplici acquisti spesso il libero mercato non costituisce alcuna garanzia di libertà nelle scelte individuali, ma in alcuni casi le aziende hanno un forte incentivo ad assecondare e a sfruttare le debolezze umane, quindi un’azione di “pungolamento” potrebbe essere necessaria.

 

Senza entrare nel merito di una scelta personale come quella della donazione degli organi sopra descritta, la “Spinta gentile” può servire dove si prendono decisioni complesse, poco frequenti e di cui difficilmente possiamo avere riscontri in tempi brevi, perché la relazione tra scelta ed esperienza non è univoca. Pensiamo proprio alla pianificazione finanziaria in cui i soldi hanno bisogno di tempo per lavorare a nostro favore, o tipicamente alla previdenza complementare in cui iniziamo ad accumulare soldi oggi per un risultato che vedremo solo al momento della pensione.

 

Un messaggio raccolto da case di gestione, reti finanziarie e associazioni di categoria

– Sappiamo che 1 italiano su 3 vivrà in condizioni di povertà proprio perché sopravvive al proprio denaro, e a proposito di spinte gentili questo andrebbe evidenziato nelle famose “buste arancioni” dell’Inps, perché vi è una parte consistente di popolazione che vive o vivrà in condizioni di povertà assoluta proprio a causa di una cattiva gestione finanziaria

– In realtà è stato appurato che il cervello risponde meglio alle informazioni positive, piuttosto che alle negative

– E allora vorrà dire che gli diremo che 2 su 3 non gli sopravvivono!

 

Questo efficace e quanto mai sarcasticamente realistico scambio di battute intercorso sul palco, è un po’ il fulcro di quel che ci attende e di perché è necessario creare le condizioni per un cambio di mentalità seppur “gentile”. Spesso nella ricerca della protezione del proprio capitale si confonde la normale volatilità dei mercati con il rischio: ormai il rischio non è più la possibilità di vivere momenti di mercato positivi e negativi, è quello di non saper come tirare avanti perché si diffida dei mercati stessi!

Una “spinta gentile” sul palco

È stato un evento coinvolgente da molti punti di vista, ed è stato un onore esserne invitata: ha visto la partecipazione di moltissime personalità importanti, oltre lo stesso Premio Nobel, una platea vasta e molto qualificata, contenuti di valore, ma certamente ricorderò la giornata anche per un ulteriore motivo di coinvolgimento: l’invito su quello stesso palco e il veloce e simbolico tributo ai vincitori di una precedente iniziativa di Professione Finanza: i PFAwards, che per restare in tema rappresentano una “spinta gentile”, un contributo, dell’ente formativo verso la ricerca e il riconoscimento delle competenze del settore.