Due soci lavorano in un’officina artigiana con ruoli diversi, a rappresentare poteri, responsabilità e organizzazione nella scelta tra SAS e SRL.

SAS o SRL: la scelta non è solo fiscale

SAS o SRL non si scelgono confrontando solo le tasse. Prima vengono poteri, responsabilità, flussi di denaro, contributi e futuro dell’impresa.

di Noemi Zirpoli Tempo di lettura

Due imprese possono avere lo stesso fatturato, lo stesso utile e persino gli stessi soci e avere bisogno di forme societarie diverse.

Nella prima, una persona gestisce ogni giorno l’attività e l’altra apporta capitale senza voler intervenire nelle decisioni. Nella seconda, entrambi lavorano nell’impresa, vogliono poteri definiti, prevedono l’ingresso di un terzo e intendono reinvestire una parte consistente degli utili.

Se guardiamo soltanto l’ultimo bilancio, la domanda sembra identica: conviene di più una SAS o una SRL?

Se guardiamo a come dovrà funzionare l’impresa, diventano due problemi diversi.

La forma societaria non è un’aliquota.È il sistema di regole che collega persone, poteri, responsabilità, denaro e cambiamenti futuri.

Prima delle tasse viene l’architettura

SAS e SRL non sono due gradini obbligati dello stesso percorso. La SRL non è automaticamente la versione “grande” o “evoluta” della SAS, e la SAS non è semplicemente una SRL più economica.

La società in accomandita semplice è una società di persone costruita sulla presenza di due categorie di soci. Gli accomandatari sono i soci personalmente, illimitatamente e solidalmente responsabili per le obbligazioni sociali; l’amministrazione è riservata a questa categoria secondo le regole previste dall’atto costitutivo. Gli accomandanti partecipano invece con responsabilità limitata alla quota conferita, a condizione di rispettare il perimetro del proprio ruolo.

La società a responsabilità limitata è una società di capitali. In linea generale, per le obbligazioni sociali risponde la società con il proprio patrimonio e l’organizzazione può essere modellata attraverso atto costitutivo e statuto con maggiore flessibilità.

Già questa differenza mostra perché la comparazione non può iniziare dalle imposte.

Prima bisogna capire chi deve decidere, chi deve rispondere, come deve circolare il denaro e che cosa deve poter cambiare domani.

Queste quattro domande — potere, responsabilità, denaro ed evoluzione — vengono prima della simulazione fiscale, perché stabiliscono se stiamo davvero confrontando due forme capaci di governare la stessa impresa.

Potere: chi deve decidere davvero?

Nella SAS potere e rischio personale sono strettamente collegati. La struttura è molto leggibile quando i ruoli sono realmente diversi: uno o più accomandatari amministrano l’impresa e accettano la responsabilità connessa; gli accomandanti partecipano senza assumere l’amministrazione.

Il problema nasce quando questa distinzione esiste soltanto nell’atto. Un accomandante che nella vita reale vuole amministrare stabilmente, partecipare autonomamente alle decisioni o rappresentare in via generale la società entra nel terreno del divieto di immistione, con conseguenze rilevanti sulla responsabilità.

Questo non significa che l’accomandante non possa mai compiere alcun atto. Restano possibili gli atti specificamente consentiti dalla legge, come quelli compiuti in forza di procura speciale per singoli affari. Il punto è un altro: il socio non gestore deve voler davvero restare fuori dall’amministrazione ordinaria anche quando l’impresa cambia.

La domanda non è soltanto “chi avrà il 50%?”. È: chi prenderà le decisioni, chi firmerà gli impegni e chi dovrà poter cambiare ruolo tra cinque anni?

Nella SRL l’architettura può essere più articolata: amministratore unico, più amministratori, consiglio di amministrazione, materie riservate ai soci, maggioranze, diritti particolari e regole per ingresso o uscita, nei limiti consentiti dalla legge.

Questa flessibilità non elimina i conflitti. Li rende più governabili soltanto quando statuto e accordi rispondono a domande concrete: quali decisioni può assumere l’amministratore? Quali richiedono i soci? Che cosa accade in caso di parità? Quali informazioni spettano ai soci non operativi? Come si gestisce il trasferimento delle quote?

La SRL non è più organizzata soltanto perché è una SRL.Una struttura standard può essere formalmente corretta e governare male i rapporti reali tra i soci.

Responsabilità: chi risponde e quali ponti restano con il patrimonio personale?

Qui la differenza tra le due forme diventa particolarmente visibile.

Nella SAS gli accomandatari rispondono personalmente, illimitatamente e solidalmente delle obbligazioni sociali. Nella SAS regolare questa responsabilità opera secondo le regole della preventiva escussione del patrimonio sociale. Gli accomandanti mantengono invece la responsabilità limitata alla quota nei limiti e alle condizioni previste dal loro ruolo.

Nella SRL, in linea generale, per le obbligazioni sociali risponde la società con il proprio patrimonio. Ma questa regola non significa che “con una SRL i beni personali sono sempre al sicuro”.

Bisogna separare almeno tre livelli: la responsabilità del socio per i debiti sociali; l’eventuale responsabilità dell’amministratore, che segue presupposti propri; e le obbligazioni personali assunte volontariamente, come fideiussioni o altre garanzie.

La trasformazione o la scelta della forma societaria non cancella automaticamente una garanzia personale già firmata.

È il collegamento con l’articolo Patrimonio personale e aziendale: due bilanci da coordinare: la forma societaria modifica l’architettura giuridica dell’impresa; la pianificazione personale deve comunque censire i ponti che continuano a collegare i due patrimoni.

Responsabilità limitata non significa assenza di collegamenti con il patrimonio personale.Garanzie, ruoli amministrativi e impegni assunti direttamente vanno letti separatamente dalla forma societaria.

Denaro: quanto deve restare nell’impresa e quanto deve arrivare alle persone?

È qui che la domanda “quale fa pagare meno tasse?” mostra tutti i suoi limiti.

Nella SAS, in via ordinaria, il reddito della società di persone viene imputato fiscalmente ai soci secondo le regole di trasparenza applicabili. Questo significa che reddito fiscale attribuito e denaro materialmente ricevuto non sono necessariamente la stessa cosa.

Una parte delle risorse può dover restare nell’impresa per capitale circolante, investimenti o prudenza finanziaria mentre il socio deve comunque considerare la propria posizione fiscale e contributiva.

Nella SRL il reddito segue invece il regime proprio della società di capitali e bisogna poi distinguere come il denaro arriva alla persona: compensi, retribuzioni, rimborsi documentati, distribuzioni di utili, restituzioni di finanziamenti soci o altri flussi correttamente qualificati. Ogni percorso ha presupposti fiscali, contributivi, contabili e societari differenti.

Il confronto non è IRPEF contro IRES.È: quanto produce l’impresa, quanto deve restare dentro, quanto deve arrivare alle persone, attraverso quali flussi e con quale costo complessivo.

Dal 4 luglio 2026 il riferimento generale per le imposte sui redditi è il nuovo Testo unico approvato con d.lgs. 117/2026. La simulazione concreta deve comunque essere costruita dal commercialista sulla situazione effettiva, non da un confronto di aliquote in astratto.

Supponiamo che due imprese producano lo stesso risultato economico. Nella prima, quasi tutto ciò che viene prodotto deve arrivare ai soci perché rappresenta il loro reddito familiare. Nella seconda, metà del risultato deve rimanere stabilmente nell’azienda per nuove assunzioni, investimenti e capitale circolante.

Dire che hanno “lo stesso utile” non basta. Nel primo caso è centrale capire come il reddito raggiungerà le persone e con quale sostenibilità fiscale e contributiva. Nel secondo diventa molto importante anche la capacità della struttura di trattenere risorse e governare una fase di crescita.

È proprio qui che la pianificazione finanziaria può contribuire prima della simulazione fiscale: quanta liquidità serve davvero ai soci per vita familiare, previdenza, protezione e obiettivi, e quanta può restare nell’impresa?

Una volta definiti questi flussi, il commercialista può simulare scenari realmente comparabili.

Anche i contributi previdenziali non dipendono soltanto dal nome della società. Frasi come “con la SRL risparmi l’INPS” o “nella SAS pagano tutti” sono troppo semplici: contano il settore, il lavoro personale svolto, il ruolo del socio, l’eventuale carica di amministratore, la natura dei compensi e le altre posizioni lavorative o previdenziali.

Per i soci lavoratori di SRL iscritti alle Gestioni speciali degli artigiani o commercianti, l’INPS applica regole specifiche sulla base imponibile: rileva, nei limiti previsti, anche la quota del reddito d’impresa della SRL attribuibile al socio in ragione della partecipazione agli utili, indipendentemente dalla distribuzione. La circolare INPS n. 62 del 27 maggio 2026 fornisce le indicazioni operative per il Quadro RR 2026; la distinzione rispetto agli utili derivanti dalla mera partecipazione senza prestazione lavorativa è stata chiarita dall’INPS nella circolare n. 84/2021 e va verificata sulla posizione concreta. Un amministratore può inoltre trovarsi in un diverso perimetro contributivo rispetto al socio che partecipa personalmente al lavoro aziendale.

Questa parte va quindi verificata dal consulente del lavoro e dagli altri professionisti competenti sulla posizione reale. Il nome “SRL” non produce da solo una posizione previdenziale.

Evoluzione: che cosa deve poter cambiare domani?

Una forma societaria non serve soltanto a gestire ciò che esiste oggi. Deve rendere possibili, o almeno governabili, alcuni cambiamenti futuri.

Potrebbe entrare un nuovo socio: un familiare, un collaboratore chiave o un investitore. Potrebbe uscire uno dei soci attuali. Potrebbe nascere un conflitto sulla distribuzione degli utili o sugli investimenti. Un socio potrebbe morire o diventare incapace. La società potrebbe avere bisogno di nuovo debito, personale o capitale.

Le regole scritte quando tutti sono d’accordo acquistano valore proprio quando l’accordo viene meno.

Una struttura molto semplice può quindi diventare costosa da cambiare nel momento sbagliato. Ma anche una struttura più complessa può essere inutile se anticipa problemi che l’impresa non avrà.

La complessità ha senso soltanto quando governa esigenze reali.

È per questo che una scelta societaria dovrebbe essere letta anche a tre o cinque anni: non soltanto con il bilancio attuale davanti, ma immaginando quali decisioni la struttura dovrà assorbire se l’impresa cresce, cambia soci o modifica il modo in cui utilizza gli utili.

Giulia e Andrea: stessi soci, due aziende future diverse

Caso composito a scopo illustrativo. Non indica quale forma societaria scegliere in un caso reale.

DUE SCENARIGiulia e Andrea · stessa compagine, progetto diverso
Scenario 1Giulia lavora a tempo pieno e vuole dirigere; Andrea apporta capitale, vuole informazione ma non amministrazione; rischi contenuti, nessun nuovo socio previsto, risultati in gran parte distribuiti
Scenario 2entrambi lavorano nell’impresa; vogliono poteri definiti; prevedono un finanziamento, l’ingresso di un responsabile commerciale nel capitale e il reinvestimento di metà degli utili

Nel primo scenario, la distinzione accomandatario/accomandante potrebbe descrivere i ruoli desiderati. Ma bisognerebbe valutare attentamente la responsabilità personale di Giulia e assicurarsi che Andrea voglia davvero rimanere fuori dall’amministrazione.

Nel secondo scenario non è cambiato soltanto il fatturato atteso. Sono cambiate le decisioni che la struttura deve poter governare: amministrazione condivisa, ingresso di un terzo, regole sulle quote, utili trattenuti e maggiore esposizione operativa.

Una SRL potrebbe offrire un’architettura più coerente, ma con costi e adempimenti che devono essere quantificati.

Il caso non dimostra “piccolo = SAS” e “crescita = SRL”.Dimostra che la stessa compagine può richiedere regole diverse quando cambiano poteri, rischi, flussi e futuro atteso.

Prima di chiedere al commercialista due simulazioni numeriche, metterei quindi sul tavolo la stessa matrice per entrambe le ipotesi:

Prima della simulazione: quattro architetture da confrontare

Dimensione Domanda da portare al tavolo
Potere Chi decide, chi amministra e con quali limiti?
Responsabilità Chi sopporta le conseguenze delle obbligazioni e quali garanzie personali esistono?
Denaro Quanto deve rimanere nell’impresa, quanto deve raggiungere i soci e per quali bisogni personali?
Evoluzione Come dovranno essere gestiti ingresso, uscita, conflitto, morte, incapacità o crescita?

Solo quando le due ipotesi societarie rispondono alle stesse domande ha senso confrontare imposte, contributi, costi di costituzione e costi ricorrenti. Altrimenti il rischio è confrontare due numeri che rappresentano due imprese diverse.

Quale forma può essere coerente, e chi deve decidere davvero

Non userei una lista di “vantaggi” per proclamare un vincitore.

La SAS può essere coerente quando esistono ruoli realmente distinti, gli accomandatari vogliono amministrare accettando consapevolmente il rischio personale, gli accomandanti non devono gestire e la struttura attesa dell’impresa è compatibile con questa separazione.

La SRL può essere coerente quando serve una separazione più netta tra obbligazioni sociali e posizione dei soci, più persone devono avere poteri disciplinati, sono previsti investimenti o finanziamenti significativi, devono entrare nuovi soci oppure servono regole più articolate su quote e governance.

Ma la maggiore struttura ha un costo. Una SRL non è migliore perché è più complessa: diventa più coerente quando quella complessità risolve problemi che l’impresa deve davvero affrontare.

La forma giuridica, però, non è una scelta che il consulente finanziario può sostituirsi a fare. Il commercialista costruisce gli scenari fiscali e contabili. Il notaio definisce atto costitutivo, statuto e strumenti societari. Quando servono, avvocato societario e consulente del lavoro approfondiscono responsabilità, contratti e contribuzione.

La pianificazione finanziaria porta al tavolo un pezzo diverso: quanto risultato deve restare nell’impresa, quanto reddito deve raggiungere le persone, quali obiettivi familiari dipendono da quei flussi e quali garanzie collegano ancora patrimonio aziendale e personale.

Nel mio caso la consulenza è prestata nell’ambito del mandato di un intermediario e su base non indipendente. Il mio ruolo è rendere leggibili quei flussi e quelle dipendenze, non esprimere il parere legale o fiscale sulla forma da adottare.

La forma migliore deve reggere anche quando l’impresa cambia

La scelta tra SAS e SRL non dovrebbe servire a confermare una preferenza già maturata né a inseguire l’aliquota più bassa di una simulazione isolata.

Una forma può essere più economica e governare male i rapporti tra soci. Un’altra può offrire una responsabilità ordinaria più limitata e risultare sproporzionata rispetto ai bisogni reali.

La scelta diventa solida quando potere, responsabilità, denaro ed evoluzione raccontano la stessa impresa.

Prima delle aliquote vengono ruoli, rischi e percorso del denaro.La forma più coerente è quella che funziona non soltanto nel bilancio di quest’anno, ma anche nelle decisioni e nei cambiamenti che l’impresa dovrà attraversare.

Prima di scegliere tra SAS e SRL: cosa mettere nello stesso quadro

  • Responsabilità: quali beni personali possono essere esposti ai rischi dell’attività?
  • Governance: chi decide, con quali poteri e con quali limiti?
  • Ingresso e uscita dei soci: quanto è semplice trasferire quote o modificare gli equilibri?
  • Continuità: cosa succede in caso di morte, incapacità o conflitto tra soci?
  • Fiscalità: va letta insieme a utili, compensi, distribuzioni e patrimonio, non isolatamente.

Prima di scegliere tra SAS e SRL: porta sul tavolo queste domande

  1. Responsabilità: quali rischi dell’attività possono raggiungere direttamente i soci e il patrimonio personale?
  2. Governance: chi decide, con quali maggioranze e che cosa accade in caso di conflitto o uscita di un socio?
  3. Flussi economici: come deve essere remunerato chi lavora nell’impresa e come vengono gestiti utili e fabbisogni personali?
  4. Ingresso e uscita dei soci: quanto è semplice trasferire quote, far entrare nuovi soggetti o organizzare un passaggio generazionale?
  5. Fiscalità e costi: vanno valutati sul caso concreto con il commercialista, non isolati dagli altri effetti societari.
  6. Continuità: che cosa succede alla società se un socio muore, si ritira o non può più partecipare?

Passo concreto: scrivi le risposte prima di chiedere “quale costa meno”. Poi porta questa mappa a commercialista e professionisti competenti: la forma societaria dovrebbe essere la conseguenza del modo in cui vuoi far funzionare e proteggere l’impresa, non di una sola aliquota.

Fonti essenziali

Codice civile — disciplina della società in accomandita semplice e della società a responsabilità limitata. Responsabilità, amministrazione e regole fondamentali delle due forme.

Camera di commercio di Torino — Società in accomandita semplice. Ruolo di accomandatari e accomandanti, responsabilità, amministrazione e divieto di immistione.

Consiglio Nazionale del Notariato — Società a responsabilità limitata. Autonomia patrimoniale e flessibilità dell’organizzazione societaria e dello statuto.

D.lgs. 19 giugno 2026 n. 117 — Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi, in vigore dal 4 luglio 2026. Riferimento generale vigente per il quadro delle imposte sui redditi.

INPS — Circolare n. 62 del 27 maggio 2026 e circolare n. 84/2021. Criteri relativi alla base imponibile previdenziale degli iscritti alle Gestioni artigiani e commercianti, compresi i soci di SRL nelle fattispecie indicate.

Nota informativa. L’articolo ha finalità educativa e finanziaria. Non individua la forma societaria adatta a un caso concreto e non sostituisce simulazioni fiscali, pareri legali, previdenziali o notarili. Ruoli, statuto, garanzie, responsabilità, fiscalità e contribuzione devono essere verificati dai professionisti competenti sulla situazione effettiva.

Approfondimenti e risorse

SAS e SRL non sono due livelli della stessa impresa. Cambiano poteri, responsabilità, percorso del denaro e capacità di governare soci e crescita.

PRIMA DELLA SIMULAZIONE

Come deve funzionare l’impresa tra tre o cinque anni?

Soltanto dopo aver chiarito poteri, responsabilità, flussi e cambiamenti futuri ha senso confrontare il costo complessivo delle due strutture.

FAQ

SAS e SRL si distinguono soltanto per la tassazione?

No. Forma societaria, responsabilità dei soci, governance, ingresso o uscita di nuovi soci, continuità dell’impresa e rapporti tra patrimonio personale e aziendale sono elementi distinti dalla sola fiscalità.

Una SRL rende sempre intoccabile il patrimonio personale del socio?

No. La responsabilità limitata è un elemento importante della struttura societaria, ma garanzie personali, fideiussioni e altri impegni possono creare collegamenti concreti tra debiti dell’impresa e patrimonio personale.

Chi dovrebbe decidere tra SAS e SRL?

È una decisione societaria e fiscale da costruire con commercialista e, quando necessario, notaio o legale. La pianificazione patrimoniale aiuta a rendere visibili le conseguenze sulla persona e sulla famiglia, ma non sostituisce quei professionisti.

PRIMO COLLOQUIO

Prima delle aliquote, ricostruiamo i flussi

Nel primo colloquio possiamo mettere a fuoco quanto reddito deve arrivare alle persone, quali risorse devono restare nell’impresa e quali domande portare al commercialista e al notaio per costruire scenari davvero confrontabili.

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L’AUTRICE

Noemi Zirpoli

Consulente finanziaria e patrimoniale a Torino. Aiuta persone e famiglie a leggere insieme mutui, liquidità, investimenti, previdenza e protezione prima di prendere decisioni sui singoli strumenti.

Nota informativa. Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce una raccomandazione personalizzata. Le decisioni finanziarie devono essere valutate considerando situazione patrimoniale, obiettivi, orizzonte temporale e propensione al rischio della singola persona.