Uomo pensieroso a casa mentre riflette sulla possibilità di fare testamento

Come fare testamento in Italia: forme ed errori da evitare

Come fare testamento in Italia: differenze tra olografo, pubblico e segreto, requisiti di validità, legittimari, costi da prevedere e controlli da fare sul patrimonio.

di Noemi Zirpoli Tempo di lettura

Come fare testamento in Italia: differenze tra olografo, pubblico e segreto, requisiti di validità, legittimari, costi da prevedere e controlli da fare sul patrimonio.

Fare testamento non significa necessariamente avere un grande patrimonio, né aspettarsi un conflitto tra eredi. Significa decidere che cosa dovrà accadere quando non potrai più correggere personalmente un equivoco.

Ed è proprio questo spostamento dello sguardo che cambia tutto. La domanda istintiva — “a chi lascio la casa?” — arriva troppo presto. Il punto non è soltanto chi riceverà quanto: è capire quali beni esistono davvero, quali persone la legge tutela comunque, quali volontà devono essere formalizzate e quale forma di testamento riduce il rischio che ciò che hai scritto venga perso, interpretato male o contestato.

Scrivere è l’ultima parte.Prima vengono il patrimonio, le persone e le conseguenze. Il testamento serve a usare consapevolmente lo spazio che la legge ti lascia, con una forma capace di rendere riconoscibile la tua volontà.

Prima di scrivere: ricostruisci che cosa stai davvero lasciando

Molti testamenti cominciano da una frase su chi dovrà ricevere la casa o il conto. Prima serve una fotografia. Quali immobili possiedi, e in quale quota? Quali conti, depositi e investimenti sono intestati a te? Esistono partecipazioni societarie, debiti, donazioni importanti fatte in vita, polizze con beneficiari designati, beni in comproprietà, rapporti all’estero?

La ragione per cui questo inventario viene prima di tutto è che non tutto ciò che percepisci come “patrimonio di famiglia” appartiene interamente a te, e non tutto segue lo stesso percorso successorio.

Un immobile cointestato non entra nella successione per il valore dell’intero bene, ma per la quota che apparteneva al defunto. Una partecipazione societaria va letta insieme allo statuto e agli eventuali accordi applicabili. Una polizza vita richiede di verificare separatamente chi risulta beneficiario e in quale quota, oltre al rapporto con la successione.

Prima del testamento viene l’inventario: non puoi disporre con precisione di ciò che non hai ricostruito con precisione.

Che cos’è un testamento, e perché “revocabile” è la parola che conta

Il testamento è un atto revocabile con cui una persona dispone per il tempo successivo alla propria morte. “Revocabile” non è un dettaglio tecnico: finché sei in vita e capace di disporre, puoi modificare o revocare le tue volontà secondo le forme previste.

Questo rende il testamento l’opposto di una sistemazione fatta una volta per tutte. E deve esserlo, perché tutto ciò su cui si regge cambia.

La famiglia cambia, nascono figli, finiscono relazioni, si trasformano beni, debiti, imprese, case e priorità. Un testamento che aveva senso quindici anni prima può restare formalmente valido e non rappresentare più ciò che vorresti oggi.

Per questo la revisione nel tempo fa parte della pianificazione tanto quanto la prima redazione.

Le forme del testamento, e cosa scegli davvero quando scegli tra loro

Ricostruito il patrimonio, la forma dell’atto diventa una scelta informata invece che il punto di partenza. Il Codice civile prevede due forme ordinarie: il testamento olografo e il testamento per atto di notaio; quest’ultimo può essere pubblico o segreto.

La differenza vera tra queste forme non è la solennità: è quanto rischio di errore formale e interpretativo sei disposto a correre.

Forma Come nasce Punto da valutare
Olografo Interamente scritto a mano, datato e sottoscritto dal testatore. Nessun costo notarile per la redazione autonoma, ma maggior rischio di errori formali, smarrimento o formulazioni ambigue.
Pubblico Ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni secondo le formalità previste. Maggiore presidio sulla forma, conservazione e traduzione giuridica della volontà; costo da preventivare sul caso concreto.
Segreto Consegnato personalmente al notaio senza che questi ne conosca il contenuto. Forma poco diffusa nella prassi; va valutata rispetto alla complessità della volontà e al rischio interpretativo.

Il testamento olografo è quello che si associa all’idea di scrivere le proprie volontà su un foglio, ma per essere valido deve rispettare requisiti precisi: deve essere interamente scritto di proprio pugno, datato e sottoscritto. Non basta scriverlo al computer, stamparlo e firmarlo.

Il vantaggio è evidente: puoi redigerlo senza sostenere un costo notarile per la formazione dell’atto. Ma porta con sé rischi pratici altrettanto evidenti: il documento può essere smarrito, distrutto, nascosto, falsificato o scritto in un modo che rende difficile capire cosa volessi davvero.

“Posso scriverlo da solo” non significa “posso scriverlo in qualunque modo”.Per attenuare almeno il rischio di smarrimento, l’olografo può essere affidato in deposito fiduciario a un notaio; per i notai aderenti esiste inoltre il Registro Volontario dei Testamenti Olografi, operativo dal novembre 2023, che ne facilita la reperibilità.

Il testamento pubblico viene ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni, secondo le formalità previste. Il valore non è avere un documento più “ufficiale”: il notaio accerta la volontà del testatore, la traduce in una forma giuridicamente utilizzabile, conserva l’atto e riduce il rischio di smarrimento, sottrazione o clausole in contrasto con la legge.

È una forma particolarmente utile quando il patrimonio è articolato, ci sono più eredi o interessi differenti, esistono partecipazioni societarie, famiglie ricomposte, persone da tutelare in modo specifico o quando vuoi attribuire un determinato bene senza creare conseguenze non intenzionali sul resto della successione.

Non esiste un costo unico valido per ogni testamento pubblico: il compenso dipende dal caso e dalla complessità, e il modo corretto per stimarlo è chiedere un preventivo prima dell’atto.

C’è infine il testamento segreto — anch’esso testamento per atto di notaio — che può essere scritto dal testatore o da un terzo e viene consegnato personalmente al notaio senza che questi ne conosca il contenuto. Il Notariato lo descrive come poco diffuso nella prassi.

Per una guida operativa basta sapere che esiste: la scelta tra le forme non dovrebbe partire dal desiderio di massima segretezza, ma dal grado di complessità della volontà e dal rischio di errori formali o interpretativi.

Il limite che nessuna forma supera: i legittimari

Qualunque forma tu scelga, c’è un confine che il testamento non sposta, ed è la fonte di molti equivoci.

La successione legittima è quella regolata dalla legge quando manca un testamento, o per la parte di patrimonio che il testamento non disciplina: è il tema che ho approfondito in Successione senza testamento: chi eredita davvero.

La legittima, invece, è la quota riservata dalla legge a determinati familiari anche quando un testamento esiste. I soggetti protetti — i legittimari — comprendono il coniuge, i discendenti e, in assenza di discendenti, gli ascendenti secondo le regole applicabili.

Fare testamento non permette quindi di distribuire il 100% del patrimonio come se non esistessero altri diritti. Per determinare la quota disponibile vanno considerati patrimonio, debiti e, nei casi rilevanti, donazioni fatte in vita: calcoli che possono diventare complessi e appartengono alla competenza notarile e legale.

Il testamento aumenta il controllo sulla successione. Non rende illimitata la libertà di disporre.

E attenzione a un secondo equivoco: un testamento che lede la legittima non scompare da solo. La tutela dei legittimari opera attraverso gli strumenti previsti dalla legge; il legittimario leso può agire per tutelare i propri diritti nei limiti previsti.

Per chi pianifica, la conseguenza è netta: se esistono legittimari, non conviene costruire la successione immaginando che “poi si sistemeranno”. La pianificazione serve proprio a non lasciare agli eredi un problema che poteva essere calcolato prima.

Il caso di Carlo: una frase semplice che avrebbe creato tre problemi

Caso composito a scopo illustrativo.

CASO ILLUSTRATIVOCarlo · “lascio la casa a mia figlia”
Famigliaun coniuge e due figlie
Patrimonioabitazione del valore indicativo di €420.000 e investimenti per €130.000
Volontà inizialelasciare la casa alla figlia che vive vicino e “il resto” agli altri
Problemi da verificarequote riservate ai legittimari, capacità del patrimonio restante di soddisfarle e una precedente donazione fatta a una figlia

La frase non è necessariamente irrealizzabile. Ma non può essere valutata senza calcolare almeno tre cose: le quote riservate ai legittimari, la capacità del patrimonio restante di soddisfarle e l’effetto di una precedente donazione già fatta a una figlia — tenendo conto anche del fatto che i valori cambieranno nel tempo.

Se quasi tutto il patrimonio è concentrato in un bene indivisibile come la casa, il problema successorio non è più soltanto “chi eredita”: è come rendere eseguibile l’attribuzione senza costringere gli eredi a vendere, indebitarsi o restare in comunione contro la propria volontà.

Pianificazione finanziaria e atto notarile qui devono incontrarsi.Il ruolo del testamento non è trasformare l’intenzione in una formula magica, ma darle la migliore possibilità di produrre proprio l’effetto voluto.

Il caso di Carlo insegna anche una tecnica concreta. Un testamento può restare in vigore per anni: nel frattempo un conto può ridursi, un immobile può essere venduto, una nuova attività può entrare nel patrimonio.

Una disposizione costruita su importi esatti, o su un bene che potrebbe non esistere più, può produrre conseguenze inattese. Non esiste una regola universale del tipo “usa sempre percentuali”: a volte attribuire un bene specifico ha perfettamente senso. Ma quando la struttura deve sopravvivere a forti variazioni del patrimonio, vale la pena chiedere al notaio se la formulazione scelta continuerà a funzionare anche se i valori cambiano.

Quando la legge non basta, e quando il testamento va rivisto

Ci sono situazioni in cui il testamento diventa lo strumento centrale perché la legge, da sola, non produce l’effetto che desideri. Il caso più netto è il convivente di fatto.

Matrimonio, unione civile e convivenza di fatto non producono gli stessi effetti successori: a differenza del coniuge o della persona unita civilmente, il convivente di fatto non acquista automaticamente diritti successori sul patrimonio del partner per il solo fatto della convivenza. Esistono tutele specifiche legate, per esempio, alla casa comune, ma non equivalgono alla posizione ereditaria del coniuge.

La famiglia affettiva e la famiglia successoria non coincidono automaticamente.Se vuoi attribuire al convivente beni o una quota, il testamento è uno degli strumenti da valutare, sempre nei limiti dei diritti degli eventuali legittimari. Nei patrimoni più articolati può essere utile distinguere il testamento da altri strumenti e capire, per esempio, quando un trust può avere senso e quando invece aggiunge solo complessità.

E poi c’è la manutenzione nel tempo, l’errore più silenzioso perché non si vede finché non è troppo tardi. Conviene rivedere il testamento quando cambia una delle persone o una delle risorse su cui si regge: matrimonio, separazione, nascita o morte di un familiare, nuova convivenza, acquisto o vendita di immobili, crescita dell’impresa, donazioni rilevanti, cambiamenti importanti del patrimonio o trasferimenti internazionali meritano almeno un controllo.

Rivedere non significa rifare tutto: significa verificare che la volontà scritta continui a produrre l’effetto desiderato nel patrimonio che esiste oggi.

Un’ultima cautela pratica riguarda account, archivi digitali, dispositivi, abbonamenti, fotografie e credenziali. È utile lasciare agli eredi una mappa di ciò che esiste e indicazioni su dove trovare la documentazione, ma inserire password aggiornabili nel testamento è poco pratico e poco sicuro.

Meglio separare la volontà giuridica dalle istruzioni operative, che devono poter essere aggiornate spesso, verificando con il professionista come rendere reperibili accessi e documenti senza esporli inutilmente.

Quanto costa, e cosa stai davvero pagando

Non esiste una risposta unica, perché le forme hanno strutture diverse.

Il testamento olografo non comporta un onorario notarile per la semplice redazione autonoma; può però essere depositato presso un notaio e, dopo la morte, deve essere pubblicato secondo le formalità previste per poter essere eseguito.

Il testamento pubblico comporta il costo dell’atto notarile, che varia con complessità e attività richiesta; anche il segreto comporta l’intervento del notaio per il ricevimento.

Va inoltre tenuto separato il costo di fare testamento dalle imposte e dagli adempimenti della futura successione: il testamento non anticipa l’imposta di successione e, dopo il decesso, si applicheranno le regole fiscali e dichiarative vigenti in quel momento.

Per questo una cifra standard trovata online è meno utile di un preventivo costruito sul caso reale.

Scrivere è l’ultima parte

Fare testamento, allora, non comincia dalla scelta tra foglio e notaio. Comincia dal patrimonio, dalle persone e dalle conseguenze.

Prima ricostruisci che cosa hai. Poi chi la legge protegge comunque. Poi che cosa vuoi ottenere. Solo a quel punto scegli la forma con cui rendere quella volontà valida, reperibile e comprensibile.

L’ordine non è un dettaglio di metodo.È ciò che separa un testamento che esprime davvero la tua volontà da una frase che, per quanto sincera, lascia agli eredi il compito di indovinarla.

Prima di scrivere un testamento: cosa chiarire

  • Patrimonio: ricostruisci beni, debiti, quote societarie e rapporti rilevanti.
  • Eredi: verifica chi sono i legittimari e quali quote devono essere rispettate.
  • Obiettivi: distingui ciò che vuoi attribuire da ciò che vuoi proteggere o organizzare.
  • Forma: scegli una modalità coerente con complessità e rischio di contestazioni.
  • Aggiornamento: rivedi il testamento quando cambiano famiglia, patrimonio o volontà.

Prima di andare dal notaio: prepara queste informazioni

  1. Famiglia: ricostruisci coniuge, figli e altre persone che vuoi tutelare.
  2. Patrimonio: elenca immobili, conti, investimenti, partecipazioni, polizze e altri beni rilevanti.
  3. Debiti e impegni: includi ciò che potrebbe ridurre o condizionare il patrimonio trasferibile.
  4. Donazioni già effettuate: raccogli atti e documentazione invece di affidarti alla memoria.
  5. Obiettivi: separa ciò che vuoi ottenere — tutela di una persona, continuità dell’impresa, equilibrio tra eredi, destinazione di beni specifici.
  6. Situazioni fragili: segnala disabilità, minori, conflitti, comproprietà o beni difficili da dividere.

Passo concreto: porta al notaio una pagina con persone, beni e obiettivi. Il testamento diventa molto più utile quando il professionista può partire da ciò che vuoi ottenere e verificare come realizzarlo nel rispetto delle regole applicabili.

Fonti essenziali

Codice civile, artt. 587 e seguenti; artt. 601–620. Natura del testamento, forme ordinarie, testamento olografo, pubblico e segreto, pubblicazione.

Consiglio Nazionale del Notariato — Testamenti. Requisiti dell’olografo, caratteristiche del testamento pubblico e segreto, tutela dei legittimari.

Consiglio Nazionale del Notariato — Successioni. Distinzione fra successione testamentaria, legittima e necessaria.

Consiglio Nazionale del Notariato — Convivenze. Diritti del convivente di fatto e assenza di una posizione successoria automatica equivalente a quella del coniuge.

Consiglio Nazionale del Notariato / Notartel — Registro Volontario dei Testamenti Olografi. Operativo dal 6 novembre 2023, raccoglie e rende ricercabili i dati degli olografi depositati fiduciariamente presso i notai aderenti.

Nota informativa. L’articolo ha finalità educativa e non sostituisce la consulenza notarile o legale. Quote di legittima, donazioni pregresse, beni esteri, partecipazioni societarie, famiglie ricomposte e disposizioni specifiche richiedono verifica sul caso concreto prima di redigere o modificare un testamento.

Approfondimenti e risorse

Il testamento usa lo spazio lasciato dalla legge per rendere riconoscibile la tua volontà. Forma, legittimari e struttura del patrimonio devono essere letti insieme.

PRIMA DI SCRIVERE

La volontà è eseguibile con il patrimonio reale?

Attribuire un bene è semplice da dire; renderlo compatibile con quote, liquidità e altri diritti è il vero lavoro successorio.

FAQ

Il testamento deve essere per forza fatto dal notaio?

No. L’ordinamento prevede diverse forme di testamento, tra cui il testamento olografo e quelli ricevuti dal notaio. Cambiano requisiti formali, conservazione e livello di assistenza nella costruzione delle disposizioni.

Con un testamento posso lasciare tutto a chi voglio?

Non sempre. La presenza di legittimari limita la quota di patrimonio di cui si può disporre liberamente. La composizione familiare e le eventuali donazioni precedenti vanno quindi ricostruite prima di dare per scontato il margine disponibile.

Un vecchio testamento continua a funzionare se il patrimonio cambia?

Può restare valido, ma potrebbe non rappresentare più bene il patrimonio o la volontà attuale. Acquisti, vendite, nuove relazioni familiari e altri cambiamenti sono buone occasioni per rileggerlo e verificarne la coerenza.

PRIMA DEL NOTAIO

Non cominciare dalla frase da scrivere. Comincia da ciò che esiste davvero.

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L’AUTRICE

Noemi Zirpoli

Consulente finanziaria e patrimoniale a Torino. Aiuta persone e famiglie a leggere insieme mutui, liquidità, investimenti, previdenza e protezione prima di prendere decisioni sui singoli strumenti.

Nota informativa. Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce una raccomandazione personalizzata. Le decisioni finanziarie devono essere valutate considerando situazione patrimoniale, obiettivi, orizzonte temporale e propensione al rischio della singola persona.