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Come si definisce l’orizzonte temporale di un investimento

Come si definisce l’orizzonte temporale di un investimento

Come si definisce l’orizzonte temporale di un investimento

 

Prima di compiere qualsiasi operazione finanziaria è importante chiedersi quale sia l’orizzonte temporale su cui si intende investire. Esso condizionerà il grado di rischio che è possibile assumersi e la scelta degli strumenti finanziari che andranno a comporre il nostro portafoglio.

 

Gli investitori italiani tendono ad essere avversi alle perdite e poco propensi a investire sul lungo periodo rispetto a quelli americani o al resto degli europei: anche quando stimano che una certa cifra non servirà per molti anni, in molti non cercano il modo di metterla a frutto investendola in uno strumento finanziario in linea con tale orizzonte temporale e anche quando lo fanno una parte di loro non riesce comunque a dimenticare e a non preoccuparsi di ciò che accade al proprio investimento in tempi più brevi.

 

Cosa si intende per orizzonte temporale di breve, medio e lungo periodo

Il breve termine

Il breve termine si associa ad un investimento di massimo 2-3 anni, ad un profilo di rischio basso e a basse possibilità di guadagno. In questo caso  sarà opportuno che l’investimento temporale riguardi titoli a basso rischio che possano garantire la conservazione del capitale..

 

Medio-lungo termine

L’orizzonte di medio-lungo termine va dai 3 ai 5 anni in su. Più è lungo il periodo dell’investimento, più sarà possibile compensare eventuali perdite con performance positive. Per questo, chi ha un orizzonte di lungo termine può assumere un profilo di rischio non necessariamente basso, per poter centrare i propri obiettivi di rendimento.

 

Lungo termine

L’obiettivo di un investimento di lungo periodo è in genere quello di incrementare il capitale. Si parla di un arco di tempo dai 5 anni in su e convenzionalmente si associa ad un profilo di rischio alto, anche se non è necessariamente così. Visti i più recenti assetti di mercato, spesso per avere un ritorno sui propri soldi è necessario avere un orizzonte temporale più ampio anche se non si è degli speculatori. Inoltre le risorse da investire non devono essere necessariamente di grande entità, bastano anche solo piccoli versamenti da effettuare periodicamente. Questo tipo di investimenti può essere effettuato in ottica previdenziale, cioè per avere una rendita o un capitale con cui integrare la pensione, così da restare  autosufficienti anche dopo la pensione, oppure per realizzare progetti importanti, come l’acquisto di una casa per sé o per i figli, ma anche viaggi o investimenti per il lavoro.

 

Qual è il miglior orizzonte temporale? 

Non esiste un orizzonte temporale migliore di un altro, l’orizzonte temporale da scegliere è quello che fa più al caso vostro. Tuttavia è chiaro, che come detto, tanto maggiore è la durata degli investimenti, tanto è maggiore la probabilità di guadagnare e in diminuzione quella di registrare perdite. 

 

Come possiamo definire il nostro?

Domandandoci due cose:

  • quanto tempo posso lasciare i miei soldi investiti senza avere la necessità di usarli?
  • dopo quanto comincerò a preoccuparmi delle oscillazioni di mercato sottostante il mio investimento?

 

La prima domanda ha a che fare con la situazione oggettiva dell’investitore: con il patrimonio che ha da parte, ma anche con le sue esigenze di liquidità. Ad esempio si può avere una buona sopportazione del rischio, ma se si hanno spese impellenti certamente non si può investire in strumenti molto soggetti ad oscillazioni e che quindi in un tempo ridotto rischiano di generare perdite.

 E’ chiaro quindi che il modo in cui una persona gestisce il risparmio impatta molto su come può anche investirlo: chi risparmia di più può (in linea teorica) anche orientare parte del suo patrimonio in strumenti più rischiosi e quindi più a lungo termine.

 

Esistono poi vincoli di natura soggettiva: sono connessi alla propensione al rischio del cliente, alle esperienze passate in strumenti finanziari, ma anche alla sua inerzia: spesso le scelte finanziarie finanziarie degli individui sono frutto di decisioni che risalgono a parecchi anni indietro e mantenute per pigrizia e per poca familiarità con gli strumenti finanziari.

Il suggerimento è quindi quello di studiare le proprie disponibilità finanziarie e mentali e solo dopo iniziare a pensare al mercato in cui si vuole investire

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