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Mercati e Psicologia

Alla base delle scelte finanziarie spesso vi sono automatismi e distorsioni che portano le persone ad effettuare sistematicamente valutazioni errate riguardo le proprie finanze.

Lo studio delle dinamiche di finanza comportamentale è ormai diventato così centrale da premiare il lavoro di diversi esperti della materia con il Nobel per l’economia.

 

Tali studiosi hanno provato scientificamente come alla base delle scelte finanziarie spesso vi siano automatismi e distorsioni che portano le persone ad effettuare sistematicamente valutazioni errate riguardo le proprie finanze.

 

Ciò accade perché il nostro processo evolutivo si è sviluppato in logica di sopravvivenza. Di conseguenza il nostro cervello funziona perfettamente in ottica di autoconservazione, in quanto ci rende in grado di reagire istintivamente quando è necessario, ma in modo deleterio quando si prendono decisioni legate alla finanza, perché le regole finanziarie risultano contro intuitive per la nostra mente.

 

Se vuoi subito sperimentare a cosa mi riferisco prova il TEST

 

Altrimenti di seguito vediamo una carrellata degli errori più comuni in cui cadiamo quando decidiamo cosa fare dei nostri soldi:

 

Euristica della rappresentatività: Cioè tendenza a ricorrere a stereotipi e a semplificazioni quando siamo chiamati a prendere delle decisioni.

 

Illusione della conoscenza: Su internet è possibile raccogliere un enorme numero d’informazioni apparentemente rilevanti per una scelta d’investimento, ma l’accesso a tale numerosità d’informazioni non migliora la qualità delle decisioni, anzi aumenta pericolosamente la fiducia con la quale le prendiamo.

 

Framing: Dai pezzi di notizie che ricaviamo, traiamo quella che per noi diventa l’informazione completa e rappresentativa della realtà, di conseguenza tendiamo a sovrastimare o sottostimare la desiderabilità della proposta partendo da una base di giudizio viziata.

 

Effetto familiarità: Il senso di famigliarità riduce la percezione del rischio e di errore. Ci fidiamo, infatti, di quel che conosciamo e siamo portati a reiterare i nostri comportamenti, spesso anche se non hanno funzionato, solo perché li conosciamo.

 

Ancoraggio mentale: Spesso non siamo disponibili a modificare le nostre scelte iniziali, neanche di fronte a novità che potrebbero essere migliorative per noi, perché esaminare altre alternative potrebbe risultarci faticoso.

 

Effetto gregge: Fare quello che fanno gli altri infonde più sicurezza nella scelta. Inoltre, se in un momento successivo, tale scelta si dovesse rivelare errata il “pentimento potenziale” risulterebbe minore che se avessimo scelto in autonomia.

 

Vizio di attribuzione ed eccessiva fiducia in sé: Mediamente siamo riluttanti ad ammettere i nostri errori anche a noi stessi. Spesso, infatti, tendiamo ad attribuire le decisioni sbagliate agli altri o alle circostanze, mentre al contrario attribuiamo alla nostra capacità l’effetto di una scelta che ha avuto un esito positivo. In materia d’investimenti, l’eccessiva fiducia nelle proprie capacità di analisi e previsione porta ad assumere rischi eccessivi ed a investire e disinvestire in modo rapido e controproducente.

 

Avversione alla perdita: Siamo molto più sensibili alle perdite che ai guadagni, è stato provato che quando si incassa una perdita il dolore emotivo è così grande che prima di trarre soddisfazione si dovrà compensarla 2,5 volte in più. Tale meccanismo ci porta a non valutare in modo obbiettivo gli investimenti e a disinvestire laddove dovremmo rimanere sui mercati.

 

Conti mentali: Il denaro dovrebbe rivestire lo stesso valore a prescindere dal contesto in cui viene valutato; nella realtà invece spesso viene pesato in modo diverso a seconda della sua origine cioè se lo abbiamo guadagnato, o vinto o ereditato. Questa tendenza a separare il denaro in partizioni mentali distinte è stata sviluppata dal nostro cervello per ridurre la complessità delle scelte finanziarie, ma così facendo si perde la percezione delle relazioni tra le diverse asset class in portafoglio.

Test: mettiti alla prova

È possibile che una semplice definizione non sia sufficientemente esplicativa del nostro meccanismo decisionale. Quindi vediamo a cosa ci si riferisce in pratica

Contrariamente a molti altri test, le domande che seguono non prevedono necessariamente una risposta giusta o sbagliata e non sono atte a identificare delle caratteristiche personali. Con questo breve test vorrei solo che tu riflettessi sulle risposte su cui istintivamente la tua mente si orienta.

 

Quindi prendi carta e penna, segnati le tue risposte e compila il form per ricevere le spiegazioni:

 

Domanda 1:

Gianluca è una persona eccentrica e con uno spiccato senso estetico, è un’anima gentile e un po’ introversa. È una persona acculturata, necessita di ordine e di prendersi dei momenti per se stesso, con una vera passione per i dettagli.

Che lavoro farà Gianluca?

 

Ⓐ     Avvocato

Ⓑ     Designer

Ⓒ    Commerciante

 

Domanda 2:

A livello mondiale qual è la causa più probabile di morte?

 

Ⓐ     Una ferita autoinflitta a seguito di un incidente domestico

Ⓑ     Essere tra i passeggeri di un incidente stradale

Ⓒ     Un colpo di arma da fuoco

 

Domanda 3

Vuoi andare un weekend in una tranquilla località collinare: puoi scegliere tra tre B&B diversi, ma nella stessa zona, scegli la camera da:

 

Ⓐ      120 euro

Ⓑ        70 euro

Ⓒ        20 euro

 

Domanda 4

Leggendo qualche commento su social network, o articolo di giornale o ascoltando un talk show in cui venivano espressi concetti che non condividevi ti è capitato di esclamare “E pensare che il voto di questa gente vale quanto il mio…” ?

 

Ⓐ     Si, anche di recente

Ⓑ     Non ricordo

Ⓒ     No, non l’ho mai pensato

 

Domanda 5

Sei ad una sagra, scopri che ad un banchetto vicino a te stanno regalando del vino sfuso, ti avvicini al banchetto e mentre di allontani qualcuno di urta facendo cadere per terra il bicchiere di vino. Cosa pensi?:

 

Ⓐ     Sorridi a chi ti ha urtato pensando: e pensi “menomale che nessuno si è fatto male”

Ⓑ     Non hai pensieri particolari, e dimentichi subito l’accaduto

Ⓒ     Sei piuttosto dispiaciuto che qualcuno abbia rotto il TUO bicchiere vino e ti rimetti in coda sperando di ottenerne un altro.

Il test è terminato!

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